La terza ed ultima sala espone le testimonianze restituite dal territorio di Cingoli a partire dall’età del Ferro e fino a tutta l’età romana. All’arrivo dei Romani la media valle del Musone era caratterizzata dalla presenza di piccoli insediamenti sparsi, localizzati per lo più in area collinare, come i siti di Torrone, Monnece, San Biagio, Condotto, San Vittore. Con la conquista romana e la profonda riorganizzazione del territorio, alcuni di questi centri, crebbero di importanza ricoprendo ruoli chiave nel sistema di organizzazione amministrativo del territorio. 

Nel centro di San Vittore, frequentato per motivi probabilmente cultuali sin dal VI secolo a.C., è da individuarsi, secondo gli studiosi, il municipium di Planina. I materiali provenienti dal sito testimoniano che il centro rimase attivo e frequentato per un lungo arco di tempo, dall’età del ferro fino almeno all’inizio del I secolo d.C.

A questa ultima fase si possono riferire i corredi delle tre tombe di una delle aree funerarie pertinenti al centro abitato. Una frequentazione di lunga durata fu anche quella del sito di Pian della Pieve che, attivo sin dal IV secolo a.C., divenne prefettura in età romana, continuando poi a vivere fino al VII secolo d.C. così come testimoniato dai reperti esposti n. Alle migliorie urbanistiche e monumentali di Tito Labieno, generale di Cesare, si deve la nascita, nel 49 a.C. del municipium di Cingulum cui si riferiscono i reperti provenienti da Borgo San Lorenzo.

Nel corso dell’età romana il territorio si caratterizza per la presenza di un nuovo modello di sfruttamento agricolo delle risorse, come testimoniato dalle numerose ville-fattorie, come nel caso di Piana dei Saraceni, Grottaccia, Torrone, Piano San Martino.